Cavicchioli 1928 il mio vino pop

23 gennaio 2018

Esistono i grandi vini, i vini pop e gli altri, che sono la maggioranza. Cosa sono i vini pop? Quelli beverini da tutti i giorni, che si abbinano sostanzialmente a tutti i piatti. Devono essere piacevoli, non troppo alcolici, non costosi. Soprattutto, devono piacerti. E quando inciampi in qualcuno di questi vini diventa il tuo comfort wine: e te lo tieni per tutta la vita.

I vini pop della mia infanzia furono “quelli di Cantarelli”, che produceva il sommo Peppino Cantarelli – che resta uno dei due ristoranti della mia vita, insieme alla Santa di Bergese – e che consumammo ad autobotti, incluso mio padre che era piemontese e cugino di Pio Boffa di Pio Cesare e che ben difficilmente si allontanava dai vini della sua terra.

Poi un fatal giorno, morto Cantarelli, un amico, Francesco, ahimè mancato troppo presto, mi fece assaggiare il suo vino pop: il Sorbara di Cavicchioli secco, linea 1928. E amore fu: e ne ho consumato ad autobotti. Poi un giorno Claudio Cavicchioli, che era diventato un amico, vendette a Giv: ma la qualità rimase inalterata. Lui continua a fare il fratello maggiore, la Vigna del Cristo, anche lui lo amo. Ma un cartone di Cavicchioli 1928 in casa l’ho avuto sempre, tutti i giorni da quel fatal giorno.

In enoteca il Sorbara 1928 lo si trova tra i 4 e i 5 euro, il Vigna del Cristo viene venduto intorno ai 15 euro.

PS Abbiate pietà per la qualità delle foto, non è proprio il mio mestiere fotografare.