Vino e denaro

Vino e denaro

15 maggio 2018

Di Paolo della Rosa

Ezio Rivella, l’enologo che fece conoscere il Brunello negli USA e nel mondo, disse in una intervista che il costo industriale di Chateau Margaux è di cinque (!) euro, e il resto per arrivare al prezzo di quattrocento (!!) è dovuto alla sua leggenda.

C’è molto di vero in questo paradosso, che associa la vicenda economica dei vini dell’Olimpo a quella dei prodotti del grande lusso di Cartier ed Hermès. A partire dagli anni Novanta la forbice di prezzo tra i prodotti di ottima qualità e quelli di extra-lusso si è notevolmente allargata, così come si è allargato il fossato tra i grandi ricchi del pianeta e tutti gli altri. Il vino non ha fatto eccezione.

Prima di continuare sull’argomento in astratto, è forse utile vedere alcuni prezzi di aggiudicazione all’ultima asta dei vini di Tajan a Parigi.

I prezzi più alti sono dei vini di Borgogna: una bottiglia di Romanée Conti 1986 è stata pagata 11.656 euro, una di La Tache 2003 euro 3.748, una del bianco Corton Charlemagne 1996 euro 3.720.

I vini più costosi di Bordeaux al confronto sono buon mercato: Le Pin 1990 euro 3.720 ed euro 3.224,00 per Pétrus 1990. La punta di diamante dei vini italiani, Masseto della Tenuta dell’Ornellaia, oscilla tra 600 e 900 euro.

Chi è abituato a commisurare i prezzi delle cose con il tempo del suo lavoro necessario per comperarle non può che restare sbalordito dal fatto che una bottiglia di vino – che si beve in un’ora – costi alcuni mesi del suo stipendio!

La ragione prevalente dell’esplosione dei prezzi dei vini top quality (e non solo di essi) è che sono entrati nel mercato degli acquirenti i neo-ricchi di Russia e Cina che hanno gonfiato dapprima i prezzi dei Bordeaux e poi quelli dei Borgogna, con qualche piccolo beneficio anche per i nostri migliori toscani e piemontesi.

Inutile chiedersi se tutto ciò è “giusto” o meno: questo è il mercato del lusso e non resta che prenderne atto.

Agli appassionati di vino non resta che cercare quei vini meno conosciuti o mediatizzati che abbiano un’ottima qualità a un prezzo ragionevole. E forse questa stessa ricerca può dare soddisfazioni che l’acquisto di “chillo che costa e’cchiu” non può dare. Così come l’amore del cuore rispetto al sesso mercenario.